Mercato NPL Italia 2026 — scenario e prospettive operative
I volumi delle transazioni sui crediti deteriorati italiani restano stabili intorno ai €22 miliardi annui nel triennio 2025-2027. La vera evoluzione è lo spostamento strutturale verso asset secured e UTP specializzati.
Un mercato in consolidamento, non in contrazione
Il Market Watch di Banca Ifis di settembre 2025 ha confermato una stima di transazioni NPE annue attorno ai €22 miliardi nel triennio 2025-2027, in linea con i volumi del 2024. Un dato che, letto superficialmente, potrebbe suggerire stagnazione. È invece il sintomo di un mercato che ha assorbito lo shock dei grandi spin-off del decennio 2014-2022 e si è strutturato come ecosistema secondario maturo.
Tre direttrici strutturali
1. Spostamento su secured. Le componenti ipotecarie del portafoglio aggregato continuano a crescere in peso relativo. Le banche significative italiane — contrariamente al trend tedesco e francese — hanno ulteriormente migliorato gli NPE ratio, ma restano sacche di deterioramento concentrate nel segmento Business Real Estate, dove il recupero richiede tempo (6 anni medi in asta giudiziaria) e strumenti sofisticati (ReoCo ex art. 7.1 L. 130/99).
2. UTP al centro. Gli Unlikely-to-Pay hanno superato in volume i NPL nei bilanci bancari, diventando la sfida principale per il sistema creditizio italiano. Nel 2023 le cessioni di UTP hanno toccato oltre €7 miliardi in 75 operazioni — contro i €5,7 miliardi del 2022 e i soli €2,2 miliardi del 2021. La crescita è strutturale, non ciclica.
3. Specializzazione dei buyer. Il mercato secondario — per anni appannaggio di pochi grandi fondi generalisti — si è verticalizzato per asset-class. Oggi esistono operatori focalizzati su leasing deteriorato, su consumer unsecured, su real estate NPL, su SME UTP. Questa specializzazione riflette la necessità di expertise operativa che i fondi multi-strategy non riescono a replicare su tutti i segmenti.
Cosa aspettarsi nel 2026
Per il 2026 la nostra lettura è che il mercato primario continuerà a stabilizzarsi, mentre il secondario assumerà progressivamente più rilevanza strategica. I re-trade su portafogli precedentemente ceduti — inclusi quelli chiusi nel 2019-2021 con prezzi che oggi appaiono generosi — inizieranno a rappresentare una componente sistemica. La trasparenza informativa e la qualità dei dati gestionali diventeranno più determinanti del pricing iniziale.
Per gli operatori istituzionali che affrontano oggi la valutazione di un portafoglio, il consiglio operativo è non fermarsi al primo passaggio: un NPL acquistato in ottica buy-and-hold può aver senso tecnicamente, ma la realtà del 2026 italiana premia la capacità di rimettere sul mercato in finestre temporali più ristrette.
Cristiano Augusto Tofani
Avvocato cassazionista dal 2014. Iscritto Albo Roma dal 1998. Oltre €4 miliardi di operazioni NPL e 1.700+ mandati documentati.